Sostenibilità Aziendale - CSR - Bilancio Sociale.

Consulenza e Assistenza nel processo di predisposizione e di redazione della Rendicontazione non finanziaria compliance con l'Agenda 2030 dello Sviluppo Sostenibile.

Servizio professionale step by step per Aziende, Associazioni ed ETS. Sedi di Terni, Roma, Milano.

Obiettivi Agenda 2030 Sviluppo Sostenibile
Obiettivi Agenda 2030 Sviluppo Sostenibile

Sostenibilità Aziendale significato e procedura - CSR - Bilancio Sociale (di Sostenibilità).

 

Il nostro Studio di Consulenza si occupa di assistere le Aziende/Enti privati e pubblici assicurando loro tutti i Servizi connessi ai principi della Sostenibilità Aziendale e della Corporate Social Responsibility (CSR) e volti al miglioramento delle performance ambientali, sociali ed economiche e nei processi di gestione, tracciamento, rendicontazione e verifica dei dati connessi allo sviluppo sostenibile ed alla rendicontazione non finanziaria, in ambito privato e pubblico.   

 

Proponiamo un approccio innovativo e completo, step by step, ai temi della responsabilità sociale, della sostenibilità ambientale e della CSR. e seguiamo l’Ente nello sviluppo di una politica aziendale indirizzata ad un Percorso di responsabilità sociale, attraverso l’adozione e lo sviluppo degli strumenti di analisi, comportamento, controllo e  comunicazione.   

 

Che cos’è il CSR.  

 

 La responsabilità sociale d'impresa ( o CSR, acronimo in inglese di Corporate Social Responsability)) è un concetto di gestione in base al quale le aziende integrano le necessità e le preoccupazioni sociali e ambientali nelle loro operazioni commerciali e nelle interazioni con i loro stakeholder.     

 

 Secondo la definizione data dal Libro Verde della Commissione Europea la CSR è l’ “integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate. Essere socialmente responsabili significa non solo soddisfare pienamente gli obblighi giuridici applicabili, ma anche andare al di là, investendo nel capitale umano, nell’ambiente e nei rapporti con le altre parti interessate” (come da definizione). 

 

 Intraprendere un percorso di responsabilità sociale significa per l’azienda adottare un modello di governance allargata, al di fuori dei requisiti di legge, con una gestione aziendale responsabile non solo nei confronti della proprietà (azionisti), ma anche verso quei portatori di interesse (stakeholder) che influenzano o sono influenzati dall’attività d’impresa, impegnandosi al miglioramento continuo.

 

 La CSR è generalmente intesa come il modo attraverso il quale un'azienda raggiunge un equilibrio di imperativi economici, ambientali e sociali, rispondendo allo stesso tempo alle aspettative degli azionisti e degli stakeholders (soggetti interessati all’Azienda - Associazione e alle ricadute dell’attività di quest’ultima sul territorio).   

  Promuovere l'adozione della RSI tra le PMI richiede approcci che si adattino alle rispettive esigenze e capacità di queste imprese e non ne pregiudichino la redditività economica.   

 

  Lo strumento di social accountability 

che si va ormai diffondendo nel mondo delle imprese - ma più in generale in quello delle organizzazioni, ricomprendendo anche il settore pubblico ed il non profit - è sicuramente il bilancio sociale o, come viene definito secondo un’accezione internazionale, il bilancio di sostenibilità (sustainability report)

 

Un’interpretazione particolarmente efficace definisce il bilancio sociale come “un documento di sintesi, esito e strumento di un processo di rendicontazione sociale, che rende conto in una prospettiva sia consuntiva sia programmatica della missione e delle strategie formulate, delle attività realizzate, dei risultati prodotti e degli effetti determinati, considerando congiuntamente l’insieme degli stakeholder dell’organizzazione e la pluralità (economica, sociale e ambientale) delle dimensioni” (Colombo e Stitz, 2003).  

 

Il Global Reporting Iniziative ha provveduto a definire e poi revisionare le linee guida per la redazione del Rapporto di sostenibilità, documento finalizzato a rendicontare la performance aziendale nelle sue tre dimensioni della sostenibilità: economica, sociale ed ambientale.  

 

I principali fattori critici relativi alla rendicontazione sociale riguardano sia il processo, che le modalità di rappresentazione. Verde (2017) ne sottolinea alcuni di particolare rilevanza:

 

mappature degli stakeholder poco rappresentative, che si basino su classificazioni non corrette e non tengano in giusto conto la rilevanza delle differenti classi di stakeholder;

 

scarso coinvolgimento degli stakeholder (stakeholder engagement), nella fase di progettazione, rilevazione e revisione degli strumenti di rendicontazione (Sciarelli M. e Tani, 2016);

 

visione strumentale ed opportunistica della relazione con gli stakeholder, che interpreti il bilancio sociale unicamente come strumento per proiettare all’esterno una immagine migliore, al fine di influenzare favorevolmente i comportamenti degli stakeholder;

 

assenza di processi di verifica, legata spesso all’assenza di una fase finale di assessment esterno che certifichi il rispetto dei principi degli standard seguiti nella redazione. In molti casi ci si limita ad una verifica interna, una sorta di autocertificazione.

  

  Bilancio di Sostenibilità

 

  Il bilancio di sostenibilità è un documento rivolto a tutti gli stakeholder, o portatori d’interesse verso l’azienda, che comunica gli impegni e i risultati presi nell’ambito della Responsabilità d’Impresa – o Corporate Social Responsibility (CSR).  

 

L’Unione europea nel Libro verde della Commissione (2001) definisce il Bilancio di Sostenibilità come: “L’integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate”. 

 

Sei anni dopo, anche il Ministero dell’Interno in Italia ha indicato una definizione nazionale per questo impegno aziendale: “Il Bilancio Sociale è l’esito di un processo con cui l’amministrazione rende conto delle scelte, delle attività, dei risultati e dell’impiego di risorse in un dato periodo, in modo da consentire ai cittadini e ai diversi interlocutori di conoscere e formulare un proprio giudizio su come l’amministrazione interpreta e realizza la sua missione istituzionale e il suo mandato”.   

 

  Attualmente, nell’ambito profit, la rendicontazione delle informazioni non finanziarie è obbligatoria per le aziende quotate e del settore bancario-assicurativo, di grandi dimensioni (d.lgs. n. 254/2016 che recepisce la direttiva europea 2014/95/UE), mentre è volontaria per la restante platea di aziende.

 

Si tratta quindi di aziende quotate o emittenti titoli obbligazionari di grandi dimensioni (ovvero con numero di dipendenti superiore a 500, e che abbiano un fatturato annuo superiore a 40 milioni di euro o totale dello stato patrimoniale superiore a 20 milioni di euro) e per le aziende del settore bancario-assicurativo con gli stessi criteri dimensionali.In aggiunta a quanto previsto dalla direttiva europea, il legislatore italiano ha previsto la possibilità di redazione della Dichiarazione Non Finanziaria (DFN), su base volontaria.   

 

  Nelll’ambito no-profit, il Bilancio di Sostenibilità è inoltre obbligatorio per gli Enti del Terzo Settore (ETS) in applicazione al D.M. 4 luglio 2019 “Adozione delle Linee guida per la redazione del bilancio sociale degli enti del Terzo settore”.   

 

  La realizzazione di un Bilancio di Sostenibilità consente di:

 

- definire/aggiornare una Strategia di Sostenibilità, orientata all’Agenda 2030 e al Green Deal europeo;

 

- valorizzare i progetti di sostenibilità già attuati;

- rispondere alle esigenze informative degli stakeholder;

- attuare un piano di coinvolgimento degli stakeholder in grado di rafforzare il posizionamento e la reputazione aziendale;

- migliorare la reputazione e l’immagine aziendale nei confronti dei Clienti, delle Pubbliche Amministrazioni, dei Cittadini;

 

- ottenere maggiori possibilità di accesso a Bandi e contributi pubblici e di successo della domanda presentata (tipo è l’esempio, tra gli altri, di quanto richiesto nella domanda FUS – Fondo Unico Spettacolo – che nella sezione Continuità pluriennale del soggetto e affidabilità gestionale, richiede ai fini dell’attribuzione di un miglior punteggio, di esplicitare “le strategie di gestione in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030” eventualmente adottate dal richiedente il contributo.

 

Sempre con maggiore frequenza l’accesso ai bandi per l’ottenimento di contributi – finanziamenti agevolati pubblici e/o privati richiedono che il richiedente abbia adottato o programmato l’adozione del processo di CSR. 

 

  L’adozione di tali strumenti pare ormai di elevata importanza.   

 

 

Forniamo tutta la consulenza e l'assistenza per la realizzazione dell'intero processo di CSR, per la predisposizione del Bilancio Sociale di Sostenibilità e della Reportistica non finanziaria della Vostra Attività.   

 

  Il Servizio che mettiamo a disposizione é assicurato da un Team di Dottori Commercialisti e Revisori Legali dei Conti.   

 

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